I Congresso Nazionale

"E' costituito il Partito comunista d'Italia,
sezione dell'Internazionale comunista"

Resoconto

Il seguente resoconto fu pubblicato dal giornale "Il Comunista" del 30 gennaio 1921 con il titolo "Una data storica: 21 gennaio 1921. Dalla scissione del PSI sorge il Partito comunista d'Italia. Con l'Internazionale di Mosca, per la rivoluzione proletaria mondiale!" Tratto da: "Da Gramsci a Berlinguer. La via italiana al socialismo attraverso i congressi del Partito comunista italiano, vol I, 1921-1943, Edizioni del Calendario, 1985, pp. 65-68.


Discorsi inaugurali


  La platea vastissima del Teatro San Marco alle 10,30 è già gremita da alcune centinaia di delegati comunisti.
   Il compagno Kobakciev viene invitato ad assumere la presidenza. Non appe­na appare il rappresentante della Internazionale Comunista tutto il Congresso si leva in una imponente ovazione.
   Kobakciev parla francese, reca il saluto della CF della Internazionale, pone in rilievo il significato storico della scissione che si è compiuta e chiude inneggiando alla costituzione del Partito comunista d'Italia, parte integrante ed importantis­sima della Internazionale Comunista. Il Congresso che ha perfettamente com­preso e frequentemente applaudito il rappresentate della Internazionale lo saluta con un'altra grande ovazione e rinuncia alla traduzione in italiano.
   Vengono chiamati alla presidenza i compagni Kobakciev, Humbert Droz, Belloni, Roberto e Marabini.
   Belloni assume la presidenza e dopo brevi parole chiama a parlare Humbert Droz, che a nome dei comunisti svizzeri saluta il nuovo Partito comunista d'Ita­lia e con vibrate ed applaudite parole esprime lo stupore e lo sdegno di tutti i comunisti esteri che hanno assistito al ripugnante spettacolo dato dai socialde­mocratici italiani col loro contegno verso i rappresentati della Internazionale.
   Parlano quindi i compagni D.A. Balfour per i comunisti inglesi, Bettsches per i comunisti tedeschi, Hansen per i comunisti norvegesi, tutti applauditissimi. Il discorso del tedesco è tradotto in italiano dalla compagna svizzera Rosa Bloch.
   Polano, dichiara, tra entusiastici applausi, che la Federazione Giovanile si uni­sce al nascente Partito comunista.
   Fortichiari, salutato da vivissimi applausi, parla per il CC della Frazione co­munista che ha esaurito il suo compito, e a nome di esso propone il seguente ordine del giorno:
   «L'assemblea dei delegati della Frazione comunista dichiara costituito il Parti­to comunista d'Italia, sezione dell'Internazionale Comunista, e passa a discutere l'organizzazione interna del Partito».
   L'assemblea si leva in una acclamazione imponente e intona l'Internazionale.
   Dopo i saluti di Parodi pei metallurgici torinesi, Ortensia Bordiga per le don­ne comuniste, Fortuna che ricorda i compagni caduti a Castellamare, Vota pei lavoratori del legno, Ferrari per gli organizzatori, Azario pei ferrovieri, si rimanda la seduta al pomeriggio.


L'organizzazione del Partito


  Apertasi la seduta pomeridiana sotto la presidenza di Belloni, Tarsia, com­ponente della Commissione nominata per decidere del Consiglio di Imola, legge lo statuto progettato per il nuovo Partito. Si svolge una discussione fitta e vivace coll'intervento di Salvadori, Ferrari, Azario, Verdare, Samoré, Bordiga, Caroti, Terracini chiarisce tutte le osservazioni fatte e, su proposta di Grieco, lo sta­tuto viene approvato qual è, con mandato al CC di studiare le modifiche che sa­ranno suggerite dall'esperimento, per sottoporle al prossimo Congresso.
   Vengono discusse ed approvate con lievi modificazioni anche le disposizoni transitorie che seguono lo statuto e che assumono particolare importanza. [...]
   Viene approvato quindi il seguente ordine del giorno Azario:
   «L'Assemblea costitutiva del Partito comunista d'Italia, sezione della Interna­zionale Comunista, ai compagni deputati che della loro azione di propaganda e di affermazione teorica, fanno logica, pratica azione aderendo al Partito comu­nista, ordina di restare al loro posto parlamentare di combattimento per adem­piere il mandato che ad essi affidano il Partito ed il proletariato italiano».
   Su proposta Terracini e dietro breve ma animata discussione si stabilisce che la sede del Partito e dei suoi organi centrali sarà Milano. Ivi risiederà il Comitato esecutivo di cinque membri, e si pubblicherà «Il Comunista», bisettimanale, come organo centrale del Partito.
   L'«Ordine Nuovo», quotidiano che si pubblica a Torino, sarà uno degli orga­ni del Partito comunista. La pubblicazione dei settimanali aderenti sarà discipli­nata dal Comitato centrale.
   Si addiviene alla nomina delle cariche. Anche qui si ha una breve discussione, che si risolve col completo accordo sui seguenti nomi: Ambrogio Belloni, Nicola Bombacci, Amadeo Bordiga, Bruno Fortichiari, Egidio Gennari, Antonio Gram­sci, Ruggero Grieco, Anselmo Marabini, Francesco Misiano, Giovanni Parodi, Luigi Polano (rappresentante della Fed. Giovanile), Luigi Repossi, Cesare Sessa, Ludo­vico Tarsia, Umberto Terracini. Sui quindici vi sono cinque deputati: Belloni, Bombacci, Marabini, Misiano e Repossi.
   Dopo varie raccomandazioni dei delegati al Comitato centrale e alcune comu­nicazioni, Belloni dichiara chiuso il Congresso. I delegati escono al canto dell'Internazionale.


La prima riunione del Comitato centrale


  Il Comitato centrale del Partito comunista d'Italia nominato nel I Congresso comunista di Livorno, e composto dai compagni Repossi, Belloni, Terracini, For­tichiari, Bordiga, Tarsia, Gramsci, Polano, Parodi, Gennari, Bombacci, Sessa, Grie­co, Misiano e Marabini, riunitosi la sera del 21 ha nominato il Comitato esecuti­vo che siederà a Milano, sede scelta dal Congresso per l'esecutivo del PCI e per la redazione dell'organo ufficiale bimestrale del Partito: «Il Comunista».
   Il CE è stato composto dai compagni Bordiga, Fortichiari, Terracini, Grieco e Repossi. Bordiga ha presentato al CC l'ordine del giorno varato dall'assemblea dei delegati della frazione astensionista tenutasi ieri sera: l'o.d.g. è il seguente:
   «L'assemblea dei delegati della frazione comunista astensionista, riunitasi in Livorno il 21 gennaio 1921, considerato che la Frazione si era costituita per la risoluzione del problema storico della costituzione del Partito comunista d'Italia attraverso la lotta contro le tendenze opportuniste e riformiste;
   riconoscendo che questo problema è stato risolto dall'esito del Congresso di Livorno; affermando che la questione della tattica parlamentare dei comunisti, come è stata affacciata e sostenuta nel campo internazionale dalla frazione con un contributo di critiche che conserva il suo valore nella elaborazione del pensie­ro e del metodo comunista, deve ritenersi risoluto nel campo dell'azione dalle deliberazioni del II Congresso dell'Internazionale Comunista; affermando che nel Partito comunista non è consentita la presenza di frazioni autonome ma deve vigere la più stretta omogeneità e disciplina;
   delibera lo scioglimento della frazione».
   Il CC prende atto con compiacimento di tale deliberato. Il Comitato centrale nomina a rappresentante del PCI nell'Esecutivo della Terza Internazionale il com­pagno Egidio Gennari e dichiara che questi è il legittimo e l'unico componente italiano dell'organo supremo della Internazionale Comunista. A norma dello Sta­tuto del PCI il Comitato centrale ha nominato i seguenti compagni a far parte del comitato Direttivo del Gruppo parlamentare comunista: Bombacci, Marabi­ni, Salvatore, Misiano, Roberto. Dopo una breve discussione intorno a casi e que­stioni locali si decide di trattare con la Direzione del Partito socialista circa la di­visione proporzionale dei fondi del Partito come fu stabilito nell'ultima riunione della Direzione del Partito socialista che si tenne a Livorno prima del Congresso. Si avvertono le sezioni e le federazioni comuniste di mantenere nel proprio pos­sesso, fino a definizione di detta vertenza, ogni attività (fondi, materiali, ecc.) allo scopo di non alterare lo stato di fatto sul quale l'accordo dovrà costituirsi.
   La sede del CE del Partito comunista d'Italia è a Milano - Palazzina Porta Venezia.


Convegno degli organizzatori comunisti


  Per deliberazione del Congresso comunista la sera del 21 si adunarono tutti i compagni delegati che appartengono a organizzazioni economiche. Il compa­gno Vota spiegò con brevi parole la ragione e lo scopo del convegno.
   Repossi per il CC informò anzitutto che già a Milano erasi tenuto un convegno di organizzatori comunisti per prendere accordi sull'opera da svolgere contro il riformismo nel seno della CGL. A quel convegno parteciparono anche alcuni se­gretari di Camere del Lavoro, i quali oggi sono passati agli unitari. Oggi costoro si schierano dalla parte di D'Aragona e degli altri capi riformisti; in tal caso essi non hanno più alcun diritto di chiamarsi comunisti dinanzi alle masse operaie organizzate.
   Altri compagni parlano sul lavoro da svolgere in vista dell'imminente Congresso della CGL, per organizzare una forte opposizione comunista alla politica oppor­tunista e collaborazionista dei capi.
   Si decide di nominare un comitato con sede a Milano, e si chiamano a farne parte i compagni: Enrico Ferrari di Modena, Antonio Cecchi di Napoli, Giovan­ni Costa di Melegnano, Vota per la Federazione del legno, un rappresentante della Liguria da nominarsi, due rappresentanti di Milano da nominarsi. Fa parte del comitato e ne assume la segreteria provvisoria il compagno Repossi del CC del Partito comunista.
   Questo comitato si riunirà al più presto e nominerà i relatori per la tendenza comunista al Congresso confederale.
   Tutte le organizzazioni (Leghe, Camere del Lavoro, Federazioni nazionali) e tutti gli organizzatori che aderiscono alle direttive del Partito comunista e della III Internazionale sono pregati di mandare sollecitamente la loro adesione al se­guente indirizzo: Luigi Repossi, Comitato comunista presso la Camera del Lavo­ro di Milano.


Le donne comuniste


  Le donne comuniste riunitesi il giorno 21 hanno deciso di svolgere un'opera attiva di propaganda fra le lavoratrici. Si raccomanda quindi a tutte le compagne di lavorare attivamente per il trionfo delle nostre idee, accanto alla III Interna­zionale.
   Si è presa la determinazione di chiedere che in ogni sezione dove siano donne comuniste una di esse faccia possibilmente parte del Comitato esecutivo.
   Si sono impegnati i nostri giornali a mettere a disposizione della propaganda femminile qualche colonna.
   Mandino dunque le nostre compagne, da ogni parte d'Italia, l'eco della voce dei campi e delle officine, dovunque si esplichi il lavoro muliebre.
   E la donna, la quale non ha mai preso parte alla vita politica, mostri, schieran­dosi col Partito comunista, che oramai, resa più evoluta dalla più grande tragedia dei tempi è pronta a prendere il posto che le spetta nell'ultima battaglia per tut­te le rivendicazioni sociali umane.