L'Associazione


La rivoluzione
e gli anni di Stalin


I comunisti nel 21° secolo
dopo la controrivoluzione in URSS

Conclusioni (non definitive) di un lavoro che continua

Nuovo !

Il fascicolo "Gorbaciov: il crollo"
[qui il pdf]
[qui l'indice]
è stato arricchito di un nuovo capitolo sul dualismo di potere organizzato da Gorbaciov con la convocazione, nel maggio 1989, del primo Congresso dei deputati del popolo
[qui]


Nuovo !

Il fascicolo
"Il 'Rapporto segreto' di Kruscev al XX Congresso del PCUS"
[qui il pdf]
[qui l'indice]
è stato arricchito di un nuovo capitolo sulle infami accuse mosse da Kruscev a Stalin sulla impreparazione dell'URSS di fronte all'attacco tedesco. In realtà la guerra lampo tedesca fallì i suoi obiettivi sin dalle prime settimane
[qui la premessa]
[qui la battaglia di Smolensk]

A ridosso del 1989 ci si poteva interrogare sul significato degli avvenimenti (si vedano per esempio le riflessioni nell'opuscolo del 1994 a cui rinviamo [qui]), ma non si poteva certo prevedere quello che sarebbe accaduto negli anni successivi. Le guerre 'umanitarie' e le macerie del socialismo in Europa e nell'URSS impedivano di capire ciò che il futuro ci riservava.

Ora che le nebbie si sono diradate e si può vedere con più chiarezza il presente, possiamo fare un bilancio di tutto ciò che è avvenuto e cercare di trarne delle conclusioni, che non sono però definitive, ma punti di riferimento per una discussione che viene sollecitata anche e proprio dal lavoro che l'Associazione Stalin ha svolto finora di analisi e documentazione del periodo di Stalin e della fase controrivoluzionaria apertasi nel 1956 in URSS - lavoro che comunque prosegue (ed è bene che chi ci sta seguendo lo sappia e ci dia anche una mano).

La collocazione storica di questi avvenimenti e la loro corretta valutazione ci fa uscire infatti dal caos intepretativo che ha dominato in questi decenni, un caos ben organizzato, in maniera convergente, dalle forze anticomuniste e da coloro, a sinistra, che hanno sempre dissertato di 'rinnovamento' del comunismo salvo poi regalarci, per rimanere all'Italia, l'esperienza della rifondazione bertinottiana e dei succedanei.

L'Associazione Stalin, al contrario, ha sfidato l'impopolarità ponendosi il compito di interpretare l'intera fase storica che va dal 1924 fino agli anni '90 del secolo scorso e chiarendo, in premessa, che dal nome di Stalin non si poteva prescindere. Non abbiamo agitato icone, abbiamo documentato i passaggi storici dal 1924 in poi e il ruolo dell'antistalinismo, in particolare quello di matrice trotskista. Su questo piano, rompendo con i soliti tentennamenti 'culturali' dei marxologi e la deriva apologetica degli ultimi moicani emme-elle, abbiamo lanciato una sfida che speriamo venga raccolta.

La sfida è innanzitutto di interpretazione storica e di analisi materialistica.

Su un fatto abbiamo già un riscontro importante: il giudizio sulla controrivoluzione iniziata con Kruscev nel 1956 e conclusa con Gorbaciov. Chi può mettere in dubbio, dati gli esiti, che si è trattato di una controrivoluzione? Mettere in chiaro questo fatto consente di inquadrare correttamente ciò che è avvenuto in seguito, e in particolare il nesso controrivoluzione-guerre imperialiste. Ma ora bisogna andare oltre e non limitarci a questa constatazione che è diventata persino ovvia, anche se, in realtà, la questione è stata rimossa dagli stessi comunisti 'residui' i quali, introiettando il pensiero dell'avversario, provano come un senso di vergogna, una sorta di lutto in famiglia. E invece riteniamo che il passaggio storico che stiamo attraversando debba ripartire proprio da questo punto. Non solo per approfondire i fatti, ma soprattutto per capire le nuove caratteristiche dell'epoca che stiamo vivendo rispetto a quella anteriore al XX congresso.

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